GRATUITO PATROCINIO

Avvocati Gratuito Patrocinio, se sei alla ricerca di un avvocato d’ufficio a Milano, allora contattaci per un primo consulto gratuito .

AVVOCATI GRATUITO PATROCINIO A MILANO

L’ordinamento giuridico, in ossequio ai principi costituzionali di uguaglianza, formale e sostanziale di cui all’art. 3 e in attuazione del diritto di difesa di cui all’art. 24, garantisce a tutti coloro che non hanno i mezzi economici sufficienti per nominare un avvocato ed affrontare i costi di un processo, la possibilità di essere rappresentati in giudizio, sia per agire che per difendere i propri diritti ed interessi legittimi, usufruendo dell’istituto del patrocinio a spese dello Stato (o gratuito patrocinio).

La disciplina del gratuito patrocinio è contenuta negli artt. 74-145 del D.p.r. 30.5.2002, n. 115, “Testo unico in materia di spese di giustizia” (modificato da ultimo dalla l. 27.12.2013, n. 147), che provvede a fissare i requisiti e le modalità per essere ammessi al beneficio.

Al fine di essere rappresentato in giudizio, sia per agire che per difendersi,  la persona non abbiente può richiedere la nomina di un avvocato e la sua assistenza a spese dello Stato, purché le sue pretese non risultino manifestamente infondate.

L’istituto del patrocinio a spese dello Stato vale nell’ambito di un processo civile ed anche nelle procedure di volontaria giurisdizione (separazioni consensuali, divorzi congiunti, ecc.).

L’ammissione al gratuito patrocinio è valida per ogni grado del processo e per le procedure connesse.

La stessa disciplina si applica anche nel processo penale, amministrativo, contabile e tributario.

L’istituto è ammissibile solo per l’attività giudiziale (e non per quella stragiudiziale), ritenendo ivi comprese sia le azioni strettamente processuali che quelle prestate dal legale, in esecuzione del mandato conferito, al di fuori del giudizio purchè direttamente collegate allo stesso.

La domanda di ammissione in ambito civile si presenta presso la Segreteria del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati, competente rispetto al:

  • luogo dove ha sede il magistrato davanti al quale è in corso il processo;
  • luogo dove ha sede il magistrato competente a conoscere del merito, se il processo non è ancora in corso;
  • luogo dove ha sede il giudice che ha emesso il provvedimento impugnato per i ricorsi in Cassazione, Consiglio di Stato, Corte dei Conti.

La domanda di ammissione in ambito penale si presente al Magistrato competente per quella determinata fase in cui si trova il procedimento. Il Gratuito Patrocinio, infatti, è assicurato nel processo penale per la difesa del cittadino non abbiente, indagato, imputato condannato, persona offesa da reato, danneggiato che intenda costituirsi parte civile, responsabile civile o civilmente obbligato per la pena pecuniaria.

L’ammissione è valida, ex art. 75 del D.p.r. n. 115/2002, in ogni grado e fase del processo (anche in Cassazione, purché il legale sia abilitato al patrocinio) e per tutte le procedure, derivate e accidentali, comunque connesse.

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COSA SERVE SAPERE DEL GRATUITO PATROCINIO

  1. Chi ne ha diritto?

Puoi accedere al patrocinio gratuito nel processo penale se sei un cittadino non abbiente, indagato, imputato, condannato, persona offesa dal reato, danneggiato che intenda costituirsi parte civile, responsabile civile ovvero civilmente obbligato per la pena pecuniaria.

Puoi ottenere il patrocinio anche nel processo civile, amministrativo, contabile, tributario e negli affari di volontaria giurisdizione.

  1. Quali sono i requisiti  per l’ammissione?

Puoi essere ammesso al patrocinio a spese dello stato se sei hai  un reddito imponibile ai fini dell’imposta personale sul reddito, documentato nell’ultima dichiarazione, che non superi Euro 11.493,82 al netto degli oneri deducibili. Ad esso vanno sommati anche i redditi non imponibili.

Se convivi con il coniuge, con familiari o con altre persone, il reddito di riferimento è dato  dalla somma di tutti i redditi conseguiti nel medesimo periodo da ogni componente della famiglia, compreso l’istante. In questo caso, ma nel solo patrocinio del processo penale, i limiti di reddito vengono aumentati di Euro 1.032,91 per ognuno dei conviventi.

Non si somma il reddito dei familiari a quello del richiedente il beneficio in tutti quei processi in cui gli interessi del richiedente hanno conflittualità  con quelli degli altri conviventi. In caso di separazione e/o divorzio vanno sommati anche i redditi dei figli conviventi.

Nella determinazione dei limiti di reddito si tiene conto anche dei redditi che sono esenti da irpef (esempio pensione invalidità, indennità accompagnamento, ecc.) o che sono soggetti a ritenuta alla fonte a titolo di imposta, ovvero a imposta sostitutiva.

  1. In che momento puoi presentare la domanda di ammissione?

La domanda di ammissione al gratuito patrocinio può essere presentata in ogni stato e grado del procedimento.

La domanda può contenere la nomina di un difensore scelto tra gli iscritti in un apposito elenco di avvocati abilitati per il patrocinio a spese dello Stato: l’elenco viene tenuto presso ogni Corte d’Appello dall’Ordine Forense di riferimento.

  1. Cosa succede con l’ammissione al patrocinio?

Dopo l’ammissione al patrocinio a spese dello Stato Tu avrai il patrocinio di un avvocato specializzato in assistenza e rappresentanza in quel processo per cui hai presentato  la richiesta gratuitamente: l’attività dell’avvocato sarà per Te gratuito perché verrà  pagato dallo Stato;

Non sarà perciò necessario pagare alcunché all’avvocato nominato, poiché verrà retribuito dallo Stato. L’avvocato che, nonostante la nomina col gratuito patrocinio percepisce compensi, commette grave illecito disciplinare.

  1. Cosa devi fare dopo?

Se sei ammesso al patrocinio a spese dello Stato devi  ricordarti di comunicare ogni anno le variazioni del tuo reddito che siano rilevanti per il superamento dei limiti reddituali e che si siano verificate nel precedente anno fiscale: la comunicazione deve essere inviata entro trenta giorni dalla fine dell’anno e per ogni annualità di durata del processo.

  1. Ci sono rischi?

Se commetti falsità o omissioni nell’autocertificazione devi sapere che queste costituiscono reato e la sanzione è rappresentata dalla  reclusione da 1 a 5 anni, oltre alla multa da Euro 309,00 a Euro 1.549,00.

La sanzione penale è aumentata se a seguito delle falsità  e delle omissioni avrai ottenuto o confermato l’accesso al beneficio del gratuito patrocinio.

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La disciplina di legge è riportata integralmente nel D.P.R. 30 maggio 2002, n° 115 (T.U. in materia di Spese di Giustizia)

Come contattarci

+39.345-4616191

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