SEPARAZIONE E DIVORZIO

Separazione e divorzio gratuito patrocinio, come procedere nel caso in cui uno dei coniugi non possa permettersi di assumere un avvocato è possibile ricorrere al gratuito patrocinio? Si! Ecco come fare..

Separazione divorzio

Gratuito patrocinio separazione e divorzio: tutto ciò che dovete sapere

Il gratuito patrocinio per separazione e divorzio ed in genere nell’ambito delle tematiche di diritto di famiglia (quali per esempio, mantenimento ed affido dei minori) è possibile in qualsiasi fattispecie (consensuale o congiunto e giudiziale) e per ogni grado di giudizio. Può essere quindi un valido aiuto per chi non può far fronte a spese legali.

Le cause per una separazione e per un conseguente divorzio sono infatti spesso molto lunghe e soprattutto altrettanto costose, quindi non tutti possono permettersi di pagare un legale.

Esiste però una forma di tutela che permette anche a chi non possiede sufficiente denaro, di poter portare avanti le pratiche per la cessazione del matrimonio e per lo scioglimento del vincolo.

Nel gratuito patrocinio per separazione e divorzio, così come in tutte le altre materie giuridiche, se si soddisfano alcuni requisiti, sarà lo Stato a farsi carico delle spese legali in questione.

Come richiedere il patrocinio gratuito per divorzio e separazione

Per poter accedere alle agevolazioni offerte dal gratuito patrocinio per separazione e divorzio, bisogna rispettare una semplice procedura, ed inviare la richiesta all’organo competente.

Il primo passo da compiere è quindi quello di presentare un’istanza scritta all’Ordine degli Avvocati competente nella vostra città di residenza.

Innanzitutto, al suo interno dovrà essere posta la richiesta di ammissione al gratuito patrocinio, per separazione o divorzio che sia, senza dimenticare di indicare il numero di ruolo del processo, se questo è già in corso.

Dovrete poi assicurarvi di inserire i dati anagrafici e il codice fiscale non solo del richiedente, ma anche di tutti i componenti del nucleo familiare.

Successivamente sarà necessario allegare l’attestazione del reddito annuo, attraverso la dichiarazione sostitutiva di certificazione ai sensi del D.p.r. n. 445/2000.

Questo perché solo coloro il cui reddito annuo rimane al di sotto di un valore stabilito potranno usufruire di questo diritto.

Proprio a fronte di questa limitazione, vi sarà richiesto anche di allegare una dichiarazione di impegno a comunicare qualsiasi variazione di reddito possa presentarsi in futuro.

Tutto questo andrà poi ovviamente sottoscritto da chi sta effettuando la richiesta, e per finire, all’interno della busta dovrà essere inserita anche una copia fronte retro del documento d’identità del richiedente in corso di validità.

Nel giro di 10 giorni dalla ricezione della richiesta da parte dell’Ordine, avrete la risposta e saprete quindi se la vostra domanda di gratuito patrocinio per separazione o divorzio è stata accettata oppure respinta.

Questo lasso di tempo serve ovviamente per verificare che tutti i requisiti siano stati rispettati e che il richiedente rientri senza ombra di dubbio nei canoni richiesti per accedere a questo servizio.

Qual è il limite di reddito per il patrocinio gratuito?

Come abbiamo appena visto, il gratuito patrocinio per separazione e divorzio, come per le altre materie civili, è soggetto ad una condizione di reddito.

Per poter accedere a questo servizio, e quindi avere la copertura delle spese legali da parte dello Stato, il reddito familiare non deve superare un certo valore.

Questo limite al momento è fissato a 11.493,82euro, e per calcolarlo vengono presi in considerazione i redditi di tutto il nucleo familiare.

L’art. 76 del Testo Unico in materia di spese di giustizia dispone infatti che se l’interessato convive ancora con il coniuge o con altri familiari, per il conteggio del reddito si terrà conto anche di quello degli altri componenti del nucleo.

Esiste però una deroga in caso di processi riguardanti diritti della personalità o se esiste un conflitto di interessi tra il richiedente il patrocinio gratuito e gli altri componenti del nucleo familiare.

Non si terrà, pertanto, conto del reddito dell’altro coniuge nei procedimenti per separazione, divorzio o relativi ai procedimenti inerenti ai figli in cui vi sono interessi in conflitto tra le parti.

In quel caso sarà da considerarsi solo il reddito del singolo che propone l’istanza di accesso al gratuito patrocinio per separazione o divorzio..

Nel caso specifico, i processi riguardanti i diritti della personalità sono quelli che hanno per oggetto fattispecie di diritto alla vita e all’integrità fisica, al nome e altre casistiche simili.

Gli avvocati del patrocinio gratuito per separazione e divorzio

Esiste l’erronea convinzione che chi si rivolge al gratuito patrocinio debba necessariamente accontentarsi di un legale meno bravo o attento rispetto a chi invece ne assume uno privatamente.

Questo non è assolutamente esatto: è vero che lo Stato dovrà assicurarsi che l’istante soddisfi tutti i requisiti richiesti per poter accedere al gratuito patrocinio per separazione e divorzio, ma questo non significa che sarà lo Stato stesso a scegliere il legale.

Colui che ne fa richiesta avrà poi tutta la libertà di poter scegliere il professionista che più ritiene opportuno, valutandone le capacità e la competenza e soprattutto la compatibilità con il proprio caso.

Non bisogna quindi cadere nell’errore di pensare di non avere scelta: il gratuito patrocinio per separazione e divorzio nasce per poter permettere a chiunque di poter portare avanti le pratiche relative al processo, ma non significa che questo debba essere condotto in maniera sommaria.

Il divorzio breve è una nuova modalità prevista dalla legge 55/2015 che riduce a 6 o 12 mesi /a seconda dei casi) il tempo di separazione necessario per poter poi chiedere il divorzio.

La riforma sul “divorzio breve” ha rappresentato una svolta epocale per il Paese e per tutte le coppie che attendevano da tempo questa misura per poter mettere “velocemente” una pietra sopra sul passato e rifarsi una nuova vita.

Diventata “realtà” il 22 aprile 2015, a seguito dell’approvazione in via definitiva della Camera che l’ha consacrata a nuova legge dello Stato (l. n. 55/2015), la riforma è entrata in vigore il 26 maggio scorso.

Sempre nell’ambito del diritto di famiglia lo staff offre consulenza e supporto in sede sia giudiziale che stragiudiziale nei seguenti ambiti:

– rapporti patrimoniali tra coniugi

– affidamento e mantenimento della prole

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Contattate lo Staff per maggiori informazioni al seguente numero di telefono 345.4616191 (attivo anche come linea WhatsApp) oppure inviando una e-mail di contatto a: [email protected]

Conclusioni

Il gratuito patrocinio per separazione e divorzio, ed in genere nell’ambito delle tematiche di diritto di diritto di famiglia è un aiuto incredibile per chi non può permettersi di pagare un legale di tasca propria, ma ha bisogno ugualmente di questo genere di processo.

I percorsi in questione possono essere estremamente lunghi e costosi, ma in alcune situazioni, pur non avendo i mezzi economici per poterlo fare, è comunque necessario procedere, e nel caso specifico interviene lo Stato a tutelare i diritti dei cittadini.

Esistono ovviamente dei requisiti d’accesso piuttosto selettivi, ma necessari per poter far sì che ne usufruisca solo chi ne ha veramente bisogno.

Bisogna infine ricordarsi che affidarsi a questo genere di agevolazione non comprometterà in alcun modo l’efficacia della tutela di chi se ne serve, poiché i professionisti non saranno imposti.

Chiunque potrà rivolgersi al legale di preferenza, valutando bene chi potrà difendere i propri interessi nel migliore dei modi, e lo Stato si farà semplicemente carico delle spese relative.

Il gratuito patrocinio per separazione e divorzio è quindi uno strumento efficace e fondamentale per mantenere vivido il diritto di ognuno ad un’assistenza legale competente e adeguata, e far si che chi ne ha necessità non si ritrovi senza la tutela che spetta ad ogni cittadino.

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